Grease

Grease accusato di sessismo, chi ha ragione?

Qualche giorno fa la BBC ha mandato in onda Grease, il classico con John Travolta e Olivia Newton-John. Tuttavia, la trasmissione del film non ha soddisfatto tutti. Anzi, alcuni telespettatori hanno chiesto, tramite i social, che non venga più riproposto. La polemica, che si è infiammata soprattutto tra i giovani, ha per bersaglio alcune parti del musical, ritenute stereotipate o inopportune al punto che Grease è stato accusato di sessismo.

Le scene maggiormente criticate sono quelle che coinvolgono Putzie, un amico del protagonista Danny, che guarda sotto le gonne delle ragazze, e il presentatore radiofonico Vince Fontaine che, in occasione del ballo, invita con una battuta a formare solo coppie uomo-donna. Poi la trasformazione finale di Sandy da ragazza acqua e sapone a “pantera” e un passaggio della canzone Summer Nights, definito “rapey” (che incita allo stupro).

Inutile dire che il mondo del web si è subito spaccato tra i fan di Graese, che difendono il loro mito a spada tratta, e gli altri. Il risultato è stato una delle solite discussioni (virtuali) tra sordi, tra due schieramenti che non vogliono sentire l’uno le ragioni dell’altro.

Bene, io non sono una fan di Grease. L’ho visto (in casa abbiamo anche il dvd), ma non mi ha mai conquistato. Anzi, quando a dieci anni mi sono ritrovata a ballare You are the one that I want, con addosso una gonna plissettata, alla recita di fine anno, volevo sotterrarmi. Sarà che mi sono sempre sentita troppo poco Sandy…

Non ho, quindi, quell’affetto che spinge gli appassionati a difendere Grease ad ogni costo. Al contrario, alcune critiche le comprendo. Quello che invece non condivido è il processo alla storia, ma andiamo con ordine

La scena con Putzie che si sdraia sotto le panche per guardare le mutande alle ragazze è inopportuna? Nel 2021, magari sì. La battuta di Vince Fontaine è fuori luogo? Nel 2021, forse sì. La trasformazione di Sandy in panterona sexy promuove un’immagine stereotipata della donna? Per noi, probabilmente sì. Perché abbiamo conosciuto la body positivity e non siamo più così inclini a cambiare radicalmente noi stesse per il Danny Zucco di turno. Qualcun altro dirà che Sandy “ha solo imparato a valorizzarsi”… Punti di vista.

Poi, la canzone. In Summer nights compare la frase “Did she put up a fight?” (“lei ha lottato?”) che noi italiani abbiamo sempre ignorato. Ci è sempre sfuggita. Ma se sentissimo, in una canzone che racconta di una notte d’amore, “lei ha provato a liberarsi?”, “lei ha fatto resistenza?”, non penseremmo a qualcosa di non del tutto consensuale? Probabilmente ci colpirebbe, come Summer nights ha colpito alcuni giovani inglesi.

Detto tutto questo, Grease può anche essere accusato di sessismo, ma a che scopo? Si tratta di un film uscito negli anni Settanta e ambientato negli anni Cinquanta, quando la società era molto meno inclusiva. Il nostro passato è sessista, omofobo e razzista. Ma non si può processare il passato. Quella contro Grease è una polemica che può essere condivisa o meno, ma che non serve a molto. Il vero scandalo sarebbe veder uscire, quando i cinema riapriranno, nuovi film con scene come quelle contestate a Grease.

S.B.

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App Immuni icone: sessismo o polemica inutile?

App Immuni icone | Dopo settimane di attese e discussioni su privacy, geolocalizzazione ed effettiva utilità di questa applicazione, ‘Immuni‘ è stata lanciata sul mercato. Si può scaricare in tutta Italia (e alcuni giornali parlano di 2 milioni di download già effettuati), anche se soltanto quattro regioni hanno iniziato il tracciamento dei dati e la sperimentazione completa.

‘Immuni’: donna-madre e uomo-lavoratore. La polemica

Appena il tempo di aprire l’app ed ecco che scatta subito la polemica: le icone sono sessiste. La donna ha un bambino in braccio, l’uomo lavora in smart-working al pc. Sembra la solita, vecchia storia: la donna a casa, l’uomo a lavoro. Da qui, il putiferio: accuse, scuse, baruffa sui social. Le icone vengono cambiate. Ora, nella schermata iniziale, i ruoli sono invertiti: la donna scrive al pc, l’uomo culla il bambino. Scegliere due banali personaggini stilizzati, senza bambini né computer, sarebbe stato senza dubbio più semplice e indolore. In alternativa, si potevano inserire fin da subito tutte e quattro le icone, in modo da rappresentare tutte le realtà e non solo quella, ormai stereotipata e (si spera) superata, della donna che resta a casa con i figli. La polemica, dunque, si poteva evitare con poco.

App Immuni icone |Perle dai social

App Immuni icone | Come sempre in questi casi, è nei commenti ai post che gli utenti danno il meglio (leggi: il peggio) di loro stessi. Commentiamo qualche commento (perdonate il gioco di parole) a un post di Freeda di 3 giorni fa (Attenzione: alta percentuale di sarcasmo).

  • M. scrive: “Se fosse stato l’uomo col bambino in mano e la mamma al pc avrei pensato che bravo papà e che mamma indaffarata. La mamma col bambino non è un segno di debolezza per le donne. Non è un’immagine il problema, è chi vede sessismo dove non c’è”. 1. Per tenere un bambino in mano, dovrebbe essere un folletto; 2. Chi ha detto che una mamma con un bambino è un segno di debolezza? 3.Un’immagine è un problema perché riflette un modo di pensare. Le immagini, come le parole, raccontano il nostro modo di vedere il mondo.; 4.Anche chi è indaffarato può essere una “brava mamma” o un “bravo papà”.
  • F. scrive: “Mi lascia molto amareggiata che l’immagine di una donna con in braccio un bambino per la nostra società sia uno scalino sotto a quella di una donna al lavoro. Questa inutile polemica credo sia indice di quanto scarsa sia la considerazione che spesso noi donne per prime abbiamo della maternità. Dovremmo piuttosto preoccuparci di avere pari diritti, pari dignità nella professione e maggiore tutela in caso di maternità, in maniera da non dover scegliere tra famiglia e lavoro”. 1. Cara F., quella pari dignità nella professione non la avrai mai se continuano a considerarti solo come madre. 2.Per secoli (se non millenni) ad essere considerata “uno scalino sotto” è stata la donna lavoratrice, possibile che appena le donne reclamano uno spazio diverso da quello casalingo si debba gridare al disconoscimento della maternità? 3.Questa polemica è inutile, ma non per i contenuti. Piuttosto perché poteva essere facilmente evitata.
  • E. scrive: “Davvero c’è qualcuno che si preoccupa o si offende per un neonato con la mamma e un uomo al computer… Come se fossero questi i problemi attuali… L’estremismo non c’entra con i diritti e l’uguaglianza e questo è estremismo pure”. 1. Sì, davvero, se sono decenni che le donne cercano di smarcarsi da quella vecchia spartizione dei ruoli; 2. Sai che cosa significa “estremismo“?
  • G. scrive: “Come donna non mi sento affatto offesa a questa immagine, anzi la trovo giusta, la natura ha dato alla donna un compito di grande responsabilità! la maternità è incarnata nel nostro essere sia biologicamente che naturalmente, solo una donna può averla! Mio libero pensiero”. 1.Spero di aver capito male. 2.La natura ha dato alla donna anche intelligenza, talento, creatività e un sacco di altre doti che meritano tanto quanto la scelta “biologica” della maternità; 3.”incarnata nel mio essere”, al momento, sento solo la cena di ieri sera.

N.B.: i commenti erano più sgrammaticati di così, ho aggiunto virgole e apostrofo per i miei cento lettori. Non ho trovato il classico “Solo diventare madre ti rende davvero completa”, ma probabilmente perché mi sono fermata ai primi commenti. Di sicuro, scendendo, l’avrei trovato.

S.B.

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