Stargirl, storia di una Diversa al liceo

Stargirl cover

Stargirl Caraway si fa subito notare, nella sua nuova scuola, perché è diversa da qualsiasi altro studente. Leo Borlock e il suo amico Kevin pensano di inserirla nella tv scolastica, per fare audience, ma le cose si complicano. Nel grigio istituto dell’Arizona dove Jerry Spinelli ambienta Stargirl (2000), non c’è posto per la stravaganza.

Stargirl, un’aliena con l’ukulele

Il vero nome della ragazza nuova che porta scompiglio al liceo di Leo è Susan, lei però preferisce farsi chiamare Stargirl. Indossa vestiti strambi, spille pacchiane, abiti da pellerossa o bretelle maschili sopra pantaloncini rossi. Si acconcia i capelli biondicci in due treccine e arriva in classe con le guance sporche di rossetto e alcune lentiggini disegnate. Truccare, non si trucca, non nel senso classico del termine almeno. Al posto dello zaino ha una sacca e un ukulele che usa per cantare davanti a tutti, in classe e durante la pausa pranzo. Se qualcuno compie gli anni, lei gli canta “Buon compleanno”, ma nessuno apprezza. Nella sacca tiene un topo come animale da compagnia. Sul suo banco mette sempre un vaso cin una margherita.

La “teoria Hillari”

Nel giro di un paio di giorni, tutti i compagni di Stargirl la considerano una pazzoide. Dal loro punto di vista deve essere matta, oppure un’imbrogliona. Hillari Kindle sostiene una sua ipotesi, che rimbalza di bocca in bocca come “teoria Hillari”: Stargirl deve essere un’infiltrata della CIA, un’attrice. L’ipotesi prende campo, insieme a molte altre, perché la nuova arrivata sembra a tutti troppo stramba per essere reale. Così qualcuno comincia a pensare che viva su un autobus o in una città fantasma ai confini della civiltà, qualcun altro che sia figlia di due stregoni. Solo Leo intuisce che Stargirl, in realtà, è più autentica di tutti gli altri. Ma proprio per questo è destinata alla sconfitta.

« Meglio per lei che sia fasulla»

«Perché?»

«Perché, se è reale, è nei guai. Quanto pensi che una realmente così possa durare da queste parti?»

Kevin a Leo

Stargirl e Susan

La popolarità è una bestia volubile e Stargirl, per un breve periodo e contro ogni previsione, sembra conquistare il favore dei suoi compagni. Vince una competizione scolastica di eloquenza, gli stessi che l’hanno derisa al suo arrivo iniziano a imitare il suo stile e a comprare un ukulele. Leo scopre di avere un debole per lei. Ma è un’illusione fugace.

Dopo una gara finita a pomodori in faccia, l’astro Stargirl declina definitivamente. Persino Leo non riesce a sopportare l’emarginazione della sua ragazza e lei, per rimediare, abbandona i panni di Stargirl e diventa Susan. Si veste in modo normale, anonimo, si trucca come le altre, smette di suonare l’ukulele. Tutto questo, però, la rende profondamente infelice.

Essere se stessi o essere accettati

Stargirl non riesce a mantenere i panni della banale Susan e sceglie la fuga. Lascia il liceo di Leo, dove l’omologazione fa da padrona, e sceglie di essere se stessa. Non è un lieto fine, perché la diversità perde ed è sopraffatta dalla mediocrità, la storia tra Stargirl e Leo naufraga. Ma è una vittoria personale di Stargirl che tra il quieto vivere e se stessa sceglie se stessa. È una Diversa e non vuole cambiare.

S.B.

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