Setta di Prato, conoscere un “vampiro”

castello dell'imperatore Prato
Castello dell'imperatore, Prato

Prato, 9 giugno 2020. Riti satanici, abusi sessuali, minacce di Apocalisse. Sembra un libro di Stephen King, invece è la storia della setta di Prato.

La notizia, per noi pratesi, non era del tutto nuova. Già a febbraio si parlava di una setta satanica, che soggiogava ragazzi e ragazze e organizzava riti degni di un film horror dei più crudi. Si riuniva nei posti più impensabili, anche in un parco non lontano da casa mia, anche alla multisala.

Solo negli ultimi giorni, tuttavia, i giornali hanno diffuso il nome del capo della setta di Prato, il “vampiro“, come lui stesso si faceva chiamare. E qui cambia tutto, perché l’anonimo pervertito, di cui avevo visto solo una foto in maschera, assume le sembianze di un ragazzo che ho conosciuto alcuni anni fa.

Era, probabilmente, il 2016 e di mezzo c’era un progetto extrascolastico. Non ricordo più quale, ne facevo troppi. Un paio di incontri in un locale del centro, due chiacchiere davanti a un cappuccino. Forse non ci siamo detti più dei rispettivi nomi, ma lui è lì, immancabile, tra i miei amici di Facebook. Ricordo di aver pensato, quando l’ho conosciuto, che fosse poco loquace, uno di quelli che se la tirano troppo. Da qui a immaginarlo a capo di una setta satanica, però, ce ne corre. Eccome se ce ne corre.

Anche il mio ragazzo lo conosce, il nome me l’ha detto lui per primo. La conversazione è cominciata con un “non ci crederai, ma io il vampiro lo conosco” ed è finita a cercare una foto di una squadra di basket, in tenuta rossa e bianca, del 2012.

Quando i giornali intervistano i conoscenti dei serial killer e quelli, puntualmente, se ne escono con “era una brava persona” e “salutava sempre”, a volte è difficile crederci davvero. Eppure anche il vampiro della setta di Prato, quando era solo un giocatore di basket e un liceale, salutava sempre. E sorrideva. Se c’era già del marcio, non si vedeva. Non da fuori, almeno, non senza avvicinarsi troppo. Non esiste nessun mister Hyde che reca impressa nel suo aspetto la sua profonda depravazione. I mostri si nascondono dietro una giacca stirata.

S.B.

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