San Valentino 2021: abbiamo bisogno di questa festa?

san valentino 2021

San Valentino 2021. Quest’anno la festa degli innamorati è, per forza di cose, un po’diversa . Con i ristoranti chiusi a cena, la maggior parte degli hotel fuori gioco e i divieti che fioccano come le mine nel vecchio gioco “Prato fiorito”, i nostri piani hanno dovuto subire un certo ridimensionamento. La cena romantica è diventata pranzo, il weekend fuori porta si è trasformato in una gita nella città limitrofa (o nella propria, nelle regioni arancioni). Sono rimasti i fiori e i cioccolatini, per la gioia di chi li vende e di chi, come la sottoscritta, usa la cioccolata come carburante.

Ma perché facciamo tutto questo? Mi è capitato di vedere, sui social, un post che chiedeva: “Se i single odiano san Valentino e i fidanzati dicono di non averne bisogno, a che serve san Valentino?”. Domanda lecita.

Perché san Valentino?

Alle origini della festa

Bazzicando su Google si trovano spiegazioni interessanti sull’origine di questa festa. Sul sito di Focus c’è un articolo (link in fondo) che sostiene che la ricorrenza di san Valentino sia nata per sostituire i lupercalia. Questi riti pagani, ancora diffusi nella tarda età romana, si svolgevano il 15 febbraio, e prevedevano festeggiamenti sfrenati. Per l’occasione, pare che uomini e donne corressero nudi per strada. Decisamente troppo per Papa Gelasio I. Il pontefice, contrariato, avrebbe deciso di stroncare questa usanza creando una festa dell’amore (cristianamente inteso) il giorno precedente. San Valentino, per l’appunto.

Di storie se ne trovano anche altre, ma oggi è la natura commerciale della festa a renderla protagonista.

San Valentino 2021, una questione economica

Che la festa degli innamorati sia un enorme affare lo abbiamo visto più che mai con questo san Valentino 2021. Le regioni arancioni hanno dovuto rinunciare al pranzo al tavolo e i ristoratori se la sono presa (e nemmeno poco). Il loro non è chiaramente un problema di romanticismo, ma di conti. Che fare di tutti gli ordini effettuati e delle tante prenotazioni per questa giornata? Quest’anno san Valentino viene pure di domenica, il che significa che, in tempi normali, ci sarebbero weekend romantici sold out in hotel, spa e simili, i ristoranti pieni. Più tutti gli acquisti di cioccolatini, fiori, gioielli e altri regali.

San Valentino non è come Natale o Pasqua, due feste che hanno ormai un enorme giro di denaro ma di cui tutti, bene o male, conosciamo senso e origine. Dei due o tre santi di nome Valentino molti di noi non sanno nulla. Se ci chiedono qualcosa andiamo a cercare su Google “storia di san Valentino”. Eppure, lo prendiamo come un giorno diverso. Un’occasione per andare a cena fuori o per fare un regalo al partner. Se si chiamasse san Federico o san Saverio, probabilmente per noi non cambierebbe molto.

Ma arrivando al dunque, abbiamo bisogno di questa festa? La mia risposta è “ni“. Non ci serve una festa per ricordarci del nostro partner (si spera), ma in fondo è una ricorrenza come altre. Abbiamo anche una giornata della Nutella, una giornata del gatto, una dei calzini spaiati. Possiamo avere anche una giornata degli innamorati. E poi, il bisogno è relativo. Se chiedo al fioraio all’angolo, lui sicuramente dirà che san Valentino gli serve.

S.B.

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