Quarantena prolungata, ma il Coronavirus è democratico?

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L’Italia è ormai entrata nella quarta settimana di quarantena. O almeno credo, perché dal divano del salotto il sabato non è molto diverso dal lunedì. Personalmente, riconosco solo la domenica perché in casa è, e resta, il pizza-day.

Con tutte queste restrizioni, avere un cane che ha bisogno di espletare i suoi bisogni corporali all’aperto diventa quasi una benedizione. Beh, io non ho un cane. Posso andare a fare la spesa, con una fila media di un’ora nel supermercato del mio quartiere, ma immagino che potrebbe comunque andare peggio. Anzi. Sicuramente a qualcuno andrà peggio. Il Coronavirus, infatti, non è mica tanto democratico.

O meglio, il contagio in fondo lo è. Ha beccato un amico del marito di una mia cugina di qualche grado esattamente come il principe Carlo. Pensate se, disgraziatamente, Carlo dovesse morire, a 70 anni superati e senza mai essere stato re: uno scherzo del destino dei più loschi. Si spera che il God britannico abbia un occhio di riguardo anche per il (quasi) king oltre che per l’inossidabile queen.

Poi ancora Dybala, Nicola Zingaretti, Boris Johnson, Piero Chiambretti, Tom Hanks. In questo caso si può dire che gli zeri del saldo del conto corrente non fanno la differenza. Il contagio dunque è democratico, ma la quarantena no.

Passare un mese in una villa con parco è praticamente una vacanza resa frustrante dall’obbligatorietà e dalla lunghezza. La casa di Francesco Facchinetti, ad esempio, spippolando su Google pare essere una villa immensa con annessa sala giochi completa. La noia e la claustrofobia lì dentro devono essere molto più facili da combattere. E anche la residenza di Fausto Brizzi, che sembra avere una sala cinematografica interna, deve essere un bel posticino in questi giorni.

Lo stesso mese in una casa popolare e in alcune periferie, invece, deve rasentare la reclusione. In tre, quattro o cinque in un numero infinitamente più piccolo di metri quadrati. Senza sala giochi, cinema, parco privato. Come passare la quarantena al Corviale di Roma, in un lungo Serpentone di chilometri di abbandono.

Poi ci siamo noi che viviamo in appartamenti senza infamia e senza lode, stiamo qui a metà. Certo, se avessi un giardino, anche piccolo piccolo, sarei più felice, ma almeno io ho una casa. Decine di migliaia di senzatetto no. Per loro sì che la quarantena è un ostacolo altissimo.  

S.B.

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