Ocean Viking, Salvini: “Spero che ci ripensino”

Matteo Salvini

Matteo Salvini, ospite ieri sera a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete 4 condotto dal Nicola Porro, non ha usato mezzi termini per condannare la linea del Governo sugli sbarchi e sulla vicenda della Ocean Viking.

Il caso Ocean Viking

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello della nave Ocean Viking, che al momento ha a bordo circa 170 persone. La nave, norvegese ma in uso a una Ong francese, aveva chiesto un porto sicuro a Malta e all’Italia, i due paesi europei più vicini, ed è stato il nostro Paese a rispondere. Il porto assegnato è quello di Taranto, dove Ocean Viking dovrebbe arrivare domani mattina, e non quello di Lampedusa, i cui centri di accoglienza sono al collasso (ospitano al momento 400 migranti a fronte di una capienza di 90 persone).

Matteo Salvini contro Ocean Viking

Il leader della Lega è stato chiaro: se fosse ancora lui il capo del Viminale, Ocean Viking non sbarcherebbe né a Taranto né in nessun altro porto italiano. Che restino in mare, insomma, oppure che vadano in Francia o in Norvegia. In alternativa, possono sempre affidarsi al cuore immacolato di Maria. Sul trattato di Dublino, nemmeno una parola.

E il pre-accordo di Malta sulla redistribuzione dei migranti? Salvini non si fida. Non crede nella cooperazione degli altri paesi europei, anzi, pensa che la linea morbida del governo giallo-rosso trasformerà l’Italia in un campo profughi, e quindi chiosa: “Spero che ci ripensino e tornino a controllare i confini”.

I dati sugli sbarchi

Alla domanda di Porro, che gli chiede conto degli sbarchi-fantasma (sbarchi che avvengono a bordo di barchini e che sfuggono ai controlli che invece intercettano le grandi navi delle Ong), Salvini risponde mostrando dei dati sullo smartphone. Chiede che siano inquadrati, insiste. Vuole dire che gli sbarchi, senza di lui, sono triplicati, e sugli attuali inquilini del Viminale è caustico: “Sono complici o incapaci”. Porro lo incalza: “La Lamorgese (Ministro dell’Interno, ex Prefetto di Milano) è complice o incapace?”. Salvini glissa.

Salvini: “la guerra ce la portano a Roma”

Anche sulla provenienza dei migranti l’ex Ministro non fa sconti. Tre su quattro vedono respinta la loro richiesta d’asilo al termine dell’iter burocratico italiano e Salvini cala il carico da novanta: “molti non scappano da niente, la guerra ce la portano a Roma facendo casino e spacciando”.

L’idea è dunque quella di un’Italia invasa e Salvini non è il solo a pensarla così: secondo un sondaggio del 2018, riportato sui siti di vari giornali, circa il 70% degli italiani crede che gli stranieri siano almeno il 30% della popolazione, quando invece il loro numero si attesta intorno al 9%, nemmeno uno su dieci. Una percezione distorta della realtà, forse collegata a una paura irrazionale del diverso vecchia quanto l’umanità. Non a caso quando Salvini dice che i migranti della Ocean Viking se ne dovrebbero andare in Francia o in Norvegia, il pubblico applaude.

S.B.