Libri da leggere 2020: 6 libri che non ho mai finito

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Libri da leggere 2020 | Ogni lettore, divora-saghe o principiante che sia, ha i suoi “libri maledetti“, quelli che ha iniziato senza mai riuscire ad arrivare alla fine. Succede che a un certo punto diventa impossibile andare avanti, perché lo stile è noioso o perché i personaggi non ci rispecchiano. A volte, invece, non c’è nemmeno un vero motivo, semplicemente il libro viene abbandonato. Questi sono 6 libri che io non sono mai riuscita a finire e che forse potrei rivalutare tra i libri da leggere 2020. Quali sono i vostri i libri mai conclusi? (spoiler: ho un problema con i classici).

  • Cime tempestose di Emily Bronte. Troppo romantico per me. L’ho iniziato due volte ma con Catherine non c’è mai stata sintonia. Io e lei abbiamo un modo di amare diametralmente opposto, di conseguenza il suo struggimento non ha mai fatto presa sul mio cervello che si è fermato a una discreta antipatia per il suo amato Heathcliff, troppo geloso e troppo “oscuro”. Risultato migliore: 2/3 del libro letti al secondo tentativo.
  • Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello. L’unico libro di Pirandello che non ho finito. L’ho cominciato almeno tre volte, ma il copione è sempre lo stesso: lo apro, adoro le prime 25 pagine, ma progressivamente abbandono. Vitangelo Moscarda mi sembra un personaggio geniale con quel suo naso che pende verso destra, ma non riesco a seguire il filo delle sue mille domande esistenziali. Peccato. Risultato migliore (inglorioso): fermo a pagina 37.
  • Il processo di Franz Kafka. Strano, non saprei come altro definire questo libro. Non credo di averlo capito, oppure, più probabilmente, non ho avuto la pazienza di andare avanti per capire. Merita un secondo tentativo. Risultato: abbandonato a pagina 72.
  • Cuore di Edmondo De Amicis. Il libro sbagliato al momento sbagliato. Ho scoperto questo classico troppo tardi, quando studiavo per l’esame di maturità e il mondo di Enrico, con i maestri e i compagni della terza elementare, mi sembravano ormai lontanissimi. Risultato: lasciato a pagina 70.
  • Eragon di Christopher Paolini. Di nuovo un problema di tempismo: ho comprato questo libro quando la mia passione per il genere fantasy si stava ormai esaurendo e non ho mai superato il blocco psicologico che alcuni mattoni generano in me. Risultato? Ho letto così poche pagine che credo sia più dignitoso non indicare un numero.
  • I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Ebbene sì: sono tra le molte persone che non hanno mai superato il “trauma” scolastico di questo libro. Il segnalibro è rimasto esattamente dove era alla fine della seconda superiore, cioè intorno al capitolo 20. Troppe interrogazioni, troppe ore passate a sottolineare le figure retoriche. Breve storia non molto allegra.

S.B.

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