Jack Frusciante è uscito dal gruppo, a scuola con Alex

Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Settembre è il mese del rientro a scuola e il protagonista di questo appuntamento de Il personaggio del mese, che arriva in ritardo perché a “scuola” (vale, questa parola, per l’università?) ci è dovuta tornare anche la sottoscritta, non poteva che essere uno studente. Lui si chiama Alex D. ed è il protagonista di Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994) di Enrico Brizzi.

Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Alex e il liceo

Alex, all’anagrafe Alessandro, ha 17 anni e mezzo ed è stato per gran parte della sua carriera scolastica uno studente modello. Poi, la lettura di un libro lo ha folgorato, aprendogli gli occhi sull’ipocrisia e il conformismo dei compagni e dei professori. Di qui, la ribellione: Alex e i suoi amici saltano le lezioni, si vestono in modo trascurato, si tagliano i capelli un po’come capita, si definiscono anarchici. Il loro obiettivo? Distinguersi dagli altri studenti che ai loro occhi sono i classici figli di papà con i capelli in ordine e la polo griffata.

La ribellione, però, diventa emarginazione: Alex e gli altri vengono isolati, ma interpretano la loro solitudine come un ulteriore segno di distinzione. Alex si vede circondato da studenti-zombie che “ti guardano male se alzi la testa, se esci dal gregge” come Jack Frusciante è uscito dal gruppo.

La scuola come “pollaio”

Il liceo di Alex (il Caimani di Bologna) appare ai suoi occhi come una sorta di “pollaio” dove si misura il grado di omologazione degli studenti. Si insegna, in pratica, che chi esce dal gruppo è perduto, come Jack Frusciate che ha lasciato i Red Hot Chili Peppers ed è caduto nel dimenticatoio.

Gli adulti della scuola non sembrano migliori degli studenti, anzi. Tra madri petulanti, la cui unica preoccupazione è la reputazione delle figlie, e insegnanti insoddisfatti, gli stimoli per Alex sono vicini allo zero. Per lui la scuola è una replica, i piccolo, del mondo, con tutte le sue meschinità. E con la professoressa Ciuncoli, “zitella”, che sfoga la sua frustrazione per essere stata esclusa dall’insegnamento universitario decidendo quali studenti aiutare e quali punire. Sarebbe bello dire che tutto questo è solo la fantasia di uno studente poco brillante, che dagli anni Novanta a oggi è tutto cambiato, che Jack Friusciante è uscito dal gruppo è solo una commedia, ma pochi di noi ci crederebbero.

Se Alex avesse sperimentato la DAD (didattica a distanza), probabilmente avrebbe dormito per la maggior parte del tempo, protetto dalla webcam spenta. Le interrogazioni, le avrebbe boicottate adducendo problemi di connessione. Se gli avessero dato un banco con le rotelle, lo avrebbe usato per fare una gara di velocità nel corridoio.

Alex e Aidi, una storia a tempo

Fuori dalla scuola Alex si sente molto più libero. A studiare a mala pena ci pensa, preferisce andare in bici o uscire con le ragazze. Per lui, infatti, non vale la pena di sacrificare un momento di felicità presente per un futuro da piccolo borghese con una macchina in garage, una moglie infedele e molti rimpianti. I tanti obiettivi che gli adulti vorrebbero imporgli gli sembrano sostanzialmente inutili. Presente batte futuro, insomma.

Nell’eterno presente di Alex irrompe Aidi (Adelaide), per la quale Alex prende una bella cotta. Così il nostro protagonista, che con gli amici pretende di fare il duro, inizia progressivamente a cedere. Ma Aidi partirà per gli Stati Uniti alla fine dell’anno scolastico e resterà lì per tutta la quarta superiore. La loro, dunque, è una storia a tempo. Di nuovo, Alex vive solo nel presente. Il futuro non trova spazio né programmazione nemmeno con Aidi.

S.B.

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