Isabel Allende, il Cile da Pinochet a oggi

Isabel Allende

Isabel Allende è probabilmente la più nota scrittrice sudamericana e qualche giorno fa, a Milano, ha presentato il suo ultimo libro. Lungo petalo di mare è la storia di alcuni esuli che abbandonano la Spagna dopo la vittoria di Francisco Franco nella guerra civile (1936-1939) e l’inizio della dittatura. La destinazione: il Cile.

Isabel Allende e il Cile di Pinochet

Isabel Allende nasce a Lima (Perù) il 2 agosto 1942, ma la sua casa diventa presto il Cile, paese d’origine del padre Tomas Allende, cugino di quel presidente Salvador Allende ucciso nel 1973 dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.

Pinochet porta la dittatura militare e il Cile per più di 15 anni non è più uno Stato libero. Coprifuoco, ferrei controlli della polizia, niente libertà di stampa, di pensiero e di espressione. Niente libertà in assoluto. Quelli che si oppongono al regime sono neutralizzati, scompaiono nel nulla. Desaparecidos.

Isabel deve fuggire, prima in Venezuela e poi negli Stati Uniti. Scappare significa lasciare gli affetti e anche il lavoro di giornalista, così la Allende si reinventa come scrittrice.

D’amore e ombra, l’esilio come protagonista

D’amore e ombra (1984) è il secondo romanzo di Isabel Allende. È meno noto del primo, La casa degli spiriti, ma racconta forse ancora meglio la dittatura.

La storia è quella di una famiglia il cui destino sembra essere segnato irrimediabilmente dall’esilio. Il professor Leal e sua moglie Hilda sono arrivati dalla Spagna, dopo la sconfitta dei repubblicani nella guerra civile contro i franchisti. Il professor Leal, fervente comunista e poi anarchico, ha fondato la sua nuova vita in Cile su una promessa singolare: non metterà più i calzini finché Franco non sarà morto. Trascorrono così decenni sereni e la coppia cresce tre figli, ma quando il professor Leal potrebbe finalmente rimettere i calzini (Franco muore nel 1975), è il Cile ad essere caduto sotto il giogo della dittatura. Così la promessa si proroga: il professor Leal non metterà i calzini finché anche il Cile non sarà libero e democratico.

I coniugi Leal potrebbero tornare in Spagna, ma gli anni passati in Cile li hanno radicati nella nuova patria. Nemmeno il suicidio del figlio maggiore li spinge alla fuga e, come se fosse un brutto scherzo del destino, alla fine è il minore, Francisco, a fuggire.

Francisco Leal e Irene Beltràn hanno pestato i piedi sbagliati. Lavorano per una rivista e indagando sul caso di una ragazzina scomparsa hanno fatto troppo clamore. La scelta, per loro come per i genitori di Francisco tanti anni prima, è tra la morte e l’esilio.

Era ogni giorno più difficile trovare notizie allettanti per la rivista. Sembrava che nulla di interessante accadesse nel paese e quando accadeva la censura ne impediva la pubblicazione.

Il Cile 35 anni dopo D’amore e ombra

Trentacinque anni sono passati dalla pubblicazione di D’amore e ombra. Isabel Allende, nel frattempo, ha scritto decine di altri libri, ma con l’ultimo ha ripreso le fila di quel secondo romanzo: tornano la Spagna, l’esilio, il Cile.

Lungo petalo di mare finisce dove D’amore e ombra inizia ed esce in un momento molto delicato per il Cile: proteste per il caro vita, scontri violenti, il coprifuoco come ai tempi di Pinochet, un Governo (pare) dimissionario.

Questa crisi non si risolve con i militari per strada, sono necessari cambiamenti profondi. […]La gente è arrabbiata per gli stipendi da fame e il costo della vita, che obbliga la stragrande maggioranza a vivere a credito o in povertà, mentre i ricchi vivono nella loro bolla, evitando le tasse e accumulando sempre di più. Questo inevitabilmente crea violenza e ad un certo punto esplode. Così hanno iniziato tutte le rivoluzioni.

Isabel Allende su Facebook, a proposito delle proteste in Cile (qui il post completo)

Anche per la Spagna non è un momento facile. In Catalogna si protesta per la condanna dei leader indipendentisti e a Madrid la salma di Franco è stata rimossa appena qualche giorno fa dalla tomba monumentale che la ospitava. È stata portata in un cimitero civile, decisamente meno sfarzoso, con l’obiettivo di evitare ogni celebrazione di quel franchismo che la Allende racconta e che, evidentemente, è ancora avvertito come un pericolo.

S.B.