Festival di Sanremo, Amadeus e quel passo indietro di troppo

Festival di Sanremo 2021 teatro Ariston

Le parole di Amadeus sulle presentatrici del Festival di Sanremo

“Una ragazza molto bella” con “la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”. Così Amadeus, conduttore della 70esima edizione del Festival di Sanremo, ha presentato nei giorni scorsi Francesca Sofia Novello, una delle donne che lo affiancheranno sul palco dell’Ariston. In pratica, una bella ragazza con un fidanzato importante (Valentino Rossi, per inciso).

Le parole di Amadeus hanno scatenato un vero polverone sul web, dove la manifestazione di dissenso di Imen Boulahrajane, influencer da 250mila follower su Instagram, ha raccolto più di 1 milione di visualizzazioni in dodici ore. Il senso della sua iniziativa è semplice: boicottare il Festival di Sanremo, evitando di guardarlo, perché propone un modello di donna quantomeno anacronistico. E in effetti l’idea di una “donna-regista”, che agisce nell’ombra lasciando la scena al suo compagno, non è esattamente recente.

“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”

Questa frase è attribuita alla scrittrice inglese Virginia Woolf (1882-1941), ma esprime un concetto vecchio almeno quanto l’Impero Romano.

Era il 41 d.C. quando l’imperatore Claudio salì al trono. I libri di storia lo descrivono come un uomo debole e pavido, più studioso che condottiero. Molti dicono che su tutto il suo principato (e probabilmente pure sulla sua morte) si allungò l’ombra della moglie Agrippina.

Astuta e ambiziosa, Agrippina non poteva diventare imperatrice. Perché era una donna, ovviamente, e l’Impero Romano era rigidamente patriarcale. Il modello orientale di Cleopatra, regina d’Egitto, era sembrato un abominio. No, niente donne al potere a Roma. Così Agrippina fu costretta a restare sempre un passo indietro. Un passo forse molto piccolo, soprattutto quando diventò reggente del giovane figlio Nerone, ma indispensabile.

Per la stragrande maggioranza delle altre donne, anche mogli e madri di imperatori, la distanza fu molto più grande. Basti pensare, ad esempio, a Livia: moglie fidata del primo imperatore Augusto, molti tendono a dimenticarsi della sua esistenza.

“Sempre un passo indietro, ma sempre insieme”

Quasi duemila anni sono passati dalla morte di Claudio e Agrippina, eppure esistono ancora coppie in cui uno dei due sta un passo indietro. Non di rado è la donna a ritirarsi nell’ombra e la sua capacità di non rubare la scena al compagno resta una dote gradita a molti. Ad esempio, l’ex first lady Michelle Obama è stata molto apprezzata dai tabloid, durante gli 8 anni della presidenza Obama, per la sua presenza discreta a fianco del marito. Una figura rassicurante, a tratti materna, che piaceva perché supportava, consigliava e contribuiva senza entrare a gamba tesa. Solo quando il secondo (e ultimo, per legge) mandato di Obama è finito, qualcuno ha ventilato che Michelle potesse mettersi in gioco in prima persona.

Tuttavia, non sempre il famoso passo indietro ricade sulla figura femminile. Nel novembre scorso, infatti, Io Donna ha ricapitolato il lungo matrimonio della regina Elisabetta con il principe Filippo, sempre un passo indietro ma sempre insieme. Strano destino, per un uomo, quello del principe Filippo: in quanto principe consorte, ha dovuto lasciare la carriera navale e trascorrere tutti questi anni all’ombra della moglie. È lei ad essere il capo dello Stato e della famiglia.

Tra l’altro, proprio la famiglia reale inglese è stata scossa negli ultimi giorni dal terremoto Megxit: Meghan Markle e il principe Harry hanno deciso di lasciare Buckingham Palace. La loro scelta ha fatto tanto scalpore perché è assolutamente anticonvenzionale (a chi fregherebbe, altrimenti, dei problemi familiari dei Windsor?) proprio come la loro coppia. Una coppia “alla pari”: chi sta “un passo indietro” tra il principe cadetto e l’attrice americana? Nessuno, perché Harry e Meghan, come molte coppie contemporanee, si pongono esattamente sullo stesso piano.

Sessismo al Festival di Sanremo, tutti contro Amadeus

Imen Boulahrajane non è stata l’unica a esprimersi contro le parole usate da Amadeus. Anche la scrittrice Michela Murgia non ha usato mezzi termini: è una porcata che fa schifo, ha tuonato ai microfoni di Radio Capital.E così anche Elisa Serafini, giornalista di TPI, che ha centrato la pecca principale della conferenza del Festival: non parla mai di merito. Bellezza a volontà, merito non pervenuto.

A sua discolpa Amadeus ha detto di essere stato frainteso.

S.B.

Il post di Imen: