Festival di Sanremo 2021 per una “non sanremiana”

Festival di Sanremo 2021 teatro Ariston

Festival di Sanremo 2021. Quando c’è Sanremo non si parla d’altro. Era così anche in tempi normali e, a maggior ragione, è così adesso, con coprifuoco e restrizioni a congelare le nostre serate. Io, però, Sanremo non lo guardo. Non con regolarità, almeno. Ho guardato un paio di serate lo scorso anno (e non fino alla fine), ma non è un appuntamento fisso. E non per chissà quale crociata ideologica, semplicemente perché non ho l’abitudine. In casa non lo abbiamo mai guardato, quindi non ho quella passione, frutto di anni di dibattiti familiari, per il commento del vestito del tale o della steccata dell’altro. Mia madre si è convertita negli ultimi anni, ma più che altro dorme sul divano. Alla tirata fino alle due del mattino ancora non si è abituata.

Io non guardo Sanremo, dunque, ma Sanremo mi raggiunge ugualmente. Storie su Sanremo su Instagram, post su Sanremo su Facebook, servizi su Sanremo alla tv, articoli su Sanremo sui giornali. Un’overdose di Sanremo. Fioriscono i critici musicali (non sapevo di conoscerne così tanti) e gli Enzo Miccio del web. Una mutazione antropologica interessante. Sicuramente meglio adesso che si improvvisano critici musicali di quando si improvvisavano virologi.

Da tutte queste fonti io ho, mio malgrado, un’idea di questo Festival di Sanremo 2021. Perché mi alzo, faccio colazione, accendo il cellulare e qualcuno si lamenta perché i big non sono davvero big. I cantanti di Sanremo li devi conoscere sennò che Sanremo è, mi dicono. Eppure, anche i Pinguini Tattici Nucleari erano sconosciuti e ora piacciono a tutti. Vabbè.

Pare che a forza di “su i braccioli, giù i braccioli” ci fosse un palloncino a forma di membro tra il pubblico (virtuale). Grazie Fiorello. Poi a Elodie cade un orecchino e su Twitter ne parlano in 1500 conversazioni (numero reale). E Bugo? Per ora non è scomparso.

Ovviamente ci sono anche le pagelle. Dei giornali, dei critici e di mille altri che si divertono così. Voti alle canzoni, voti ai vestiti… Elodie scivola ed ecco il classico articolo, irritante, che titola “incidente hot, il vestito fa vedere tutto!”. Ma non eravamo vaccinati, dopo la farfallina di Belen? E poi Achille Lauro che scatena la solita rissa social tra fan e hater. Qualcuno dice che non fa niente di originale (“lo facevano già Renato Zero e David Bowie”), ma intanto fa parlare. Come anche Francesca Michielin che ha dato i suoi fiori a Fedez.

Ho aperto Instagram stamattina e sotto un post su di loro c’era una bolgia di commenti che reclamavano i fiori solo alle cantanti donne, come segno di galanteria. Seriously? A volte mi sembra che i più di 70 anni che ci separano dalla prima edizione non siano mai passati. Francesca aveva già avuto i fiori. quindi ieri li ha dati a Federico, da pari a pari. Non le sembrava giusto che lui non li avesse. Dov’è lo scandalo? Ho capito che dare i fiori solo alle donne era una tradizione di Sanremo, ma le tradizioni si possono cambiare. Darli a tutti, senza distinzioni di genere, sarebbe più facile (e logico). Amadeus ci è arrivato ed ecco il cambio delle regole in corso. Ora anche Zlatan Ibrahimovic ha i suoi fiori.

Mentre finivo di scrivere mi è arrivata una notifica di un nuovo articolo su Sanremo. “Male anche la serata dei duetti“. Chi è il killer dell’auditel del Festival di Sanremo 2021? Forse il calcio (eppure Sanremo aveva Zlatan), o forse Netflix. Per noi “non sanremiani”, questa settimana Netflix è un amico prezioso.

S.B.

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