Draco Malfoy, da rampollo viziato a Mangiamorte

Draco Malfoy
Draco Malfoy fanart

Qualche giorno fa, navigando nell’oceano del web alla ricerca di idee, ho aperto Twitter e ho trovato Draco Malfoy in tendenza. Da qualche settimana stavo pensando di inaugurare una nuova rubrica letteraria e così ecco qui “Il personaggio del mese“. Protagonista di maggio: Draco Malfoy.

Draco Malfoy: “Mio padre lo verrà a sapere!”

Conosciuto a molti con il volto dell’attore Tom Felton, Draco Malfoy è un personaggio della saga di Harry Potter, scritta da J.K.Rowling.

Ricco, altezzoso e prepotente, Draco entra in scena come rivale del giovane Harry, di cui invidia la fama. Harry è infatti conosciuto in tutto il mondo magico come “il bambino che è sopravvissuto” a Voldemort e questo lo rende agli occhi di un Draco undicenne il candidato perfetto per la sua gang. Harry, tuttavia, preferisce la compagnia di Ron Weasley e rifiutando l’offerta di amicizia di Draco dà inizio a una rivalità mai del tutto sopita.

Fino al quinto dei sette libri della saga, Draco è il classico adolescente viziato. Crede che tutto gli sia dovuto perché proviene da una famiglia di Purosangue (di soli maghi), si sente superiore agli altri e non esita a sfruttare la sua condizione sociale e a denigrare i compagni. Se frequentasse una scuola babbana (non magica), Draco Malfoy sarebbe il nababbo con iPhone 8, Woolrich, Nike in edizione limitata e macchina nuova di zecca, pagata da paparino, parcheggiata davanti al cancello.

In più, Draco è il cocco del professor Piton e quando qualcosa (o qualcuno) lo lascia contrariato sbotta dicendo: “mio padre lo verrà a sapere!“. Non proprio un esempio di simpatia, maturità e correttezza, ecco.

La famiglia e il lato oscuro: un personaggio complesso

Il personaggio si evolve nel sesto libro della saga, quando la famiglia Malfoy riprende il suo posto a fianco di Lord Voldemort, sposandone i progetti liberticidi e di pulizia etnica contro i non Purosangue. Ed è qui che il fandom di Harry Potter si divide. Alcuni continuano a considerare Draco come un bullo pieno di pregiudizi, un cattivo a tutti gli effetti, amato dal pubblico solo grazie all’attore che lo ha interpretato. Altri invece vedono in lui un ragazzo che non ha avuto scelta, che si è trovato invischiato in qualcosa di più grande di lui.

Entrambe le tesi hanno del vero e se non si riescono a conciliare è perché Draco Malfoy è un personaggio in realtà molto complesso. È cresciuto sotto una campana di vetro, abituato a mille privilegi, e questo lo ha reso spocchioso ma fragile. I suoi punti di riferimento sono innanzitutto i suoi genitori e Draco non può che seguirli nella loro adesione al lato oscuro. Vuole che siano fieri di lui e, quando i Malfoy cadono in disgrazia, vorrebbe riscattarli. Tuttavia, non è abbastanza spietato per portare a termine gli ordini. Che sia per codardia o per un’intima umanità, Draco non riesce a uccidere Albus Silente né a consegnare Harry a Voldemort.

Dunque, un cattivo sui generis. Uno che forse vorrebbe essere più cattivo, ma non ci riesce. È proprio questa sua contraddizione interna che mi ha fatto amare questo personaggio (oltre a Tom Felton, naturalmente).

S.B.

Leggi anche: La gabbianella e il gatto, una storia di amore e diversità