UNIDAD - Universitari per la didattica a distanza integrata, didattica mista

Didattica mista post-Covid, ecco la petizione

L’università italiana va verso il ritorno in presenza, ma non tutti sono d’accordo. La didattica mista, che da un anno e mezzo consente a chi vuole di seguire la lezione in streaming, infatti, ha almeno 15mila sostenitori. Questo è il numero di firme che si contano su Change.org per la petizione di UNIDAD – La didattica a distanza integrata post Covid-19.

La petizione fa parte del progetto omonimo, che su Facebook ha un gruppo con circa 13mila iscritti, che chiede il mantenimento della didattica mista anche a pandemia conclusa. Il motivo? Non tutti gli studenti hanno le stesse necessità, ma tutti hanno lo stesso diritto di studiare.

Più concretamente, il diciannovenne fresco di maturità e il quarantenne con un lavoro e una famiglia hanno lo stesso diritto di studiare, perché questo è universale e non conosce limiti di età o di condizioni personali, ma non hanno le stesse necessità. Per studenti genitori, lavoratori, caregiver, pendolari a lunga percorrenza, studenti con problemi di salute la didattica mista è una risorsa. Ne parlavo qui, nella mia personale confessione da “pro DAD”.

Didattica integrata post-Covid, come firmare la petizione

La petizione di UNIDAD si può su Change.org, inserendo il proprio nome e la propria email. Dopo aver inviato la propria firma, è necessario confermarla cliccando sul link che arriva per email, altrimenti non sarà considerata valida.

Servirà a qualcosa?

Quando firmiamo una petizione, o aderiamo a un progetto, ci chiediamo sempre se servirà a qualcosa, se produrrà davvero un effetto o cadrà nel dimenticatoio. Non tutte le petizioni centrano il loro obiettivo, ma quando alcune di esse ottengono un sostegno massiccio, a volte qualcosa si muove. Su Change.org, ad esempio, è stata lanciata anche la petizione “Stop tampon tax, il ciclo non è un lusso” che ha superato le 600mila firme. Alla fine, l’IVA sugli assorbenti è stata abbassata dal 22% al 10%.

Tentar non nuoce, dunque, se non altro per dimostrare di esserci. Per dire “ci siamo anche noi” al mondo dell’istruzione, che vorrebbe riavvolgere il nastro e riportare l’università al febbraio del 2020, quando le lezioni in streaming non esistevano e studenti lavoratori & co. finivano nel gruppone dei “non frequentanti” senza fare rumore.

S.B.

Sara, 23 anni, pendolare, femminista e sognatrice (ordine invertibile). Al momento studio Informazione, culture e organizzazione dei media all'Università di Bologna, nel futuro mi vedo gattara e (si spera) giornalista. Nel tempo libero, leggo di politica e coltivo opinioni impopolari. Un esempio? Sono convinta sostenitrice del mantenimento della didattica mista all'università anche dopo l'emergenza Covid-19.