Chiara Ferragni agli Uffizi, storia di uno scontro tra culture

Venere di Botticelli

Quello che fa Chiara Ferragni fa notizia. Che vada a Gardaland o a New York, a mangiare il pesce o a fare shopping, tutto diventa di dominio pubblico. La sua stessa presenza è uno scoop e le persone ne parlano, che sia per idolatrarla o per demonizzarla. La recente visita di Chiara Ferragni agli Uffizi, dunque, non poteva che fare scalpore, ma non è finita qui. Quello che si è scatenato sul web, infatti, sembra un vero e proprio scontro tra culture.

Chiara Ferragni agli Uffizi, il post del direttore

La visita di Chiara Ferragni agli Uffizi è stata accompagnata da un post, apparso sulla pagina Instagram del museo fiorentino, che ha fatto molto discutere.

Nel post l’influencer lombarda è paragonata a Simonetta Vespucci, la donna che avrebbe ispirato la Venere di Botticelli. Apriti cielo. A molti il paragone deve essere sembrato semplicemente blasfemo. Ma il post (incorporato alla fine dell’articolo) dice anche altro. Analizziamolo prima di giudicare.

La Venere e Chiara Ferragni, due ideali di bellezza

Il post basa l’analogia tra Chiara Ferragni e la Venere di Botticelli sul concetto di bellezza. Entrambe, stando a quanto scritto sulla pagina degli Uffizi, incarnerebbero perfettamente l’idea di bellezza dei loro tempi e risulterebbero affini anche esteticamente. Infatti, si legge, l’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento

La bellezza rinascimentale, tuttavia, è profondamente diversa da quella contemporanea. Le donne di Botticelli, come la Venere che si intravede nella foto alle spalle di Chiara, propongono una femminilità morbida che, nella mentalità dell’Umanesimo, vuole essere simbolo di fecondità. Noi, al contrario, arriviamo da decenni di idolatria del fitness e dei corpi magri. Ve la immaginate la Venere di Botticelli a comprare su Amazon un trattamento detox e a farsi fare la schedina in palestra per scolpire gli addominali? 

Questo non significa che il Rinascimento trascurasse il corpo. Anzi, il detto mens sana in corpore sano (mente sana in corpo sano), di origine latina (Giovenale, Satire), diventa un vero e proprio pilastro dell’educazione rinascimentale. Ma si tratta di uno stile di vita improntato sull’equilibrio, che ha poco a che vedere con la nostra diet culture.

Il mito dell’influencer

Il paragone, fin qui decisamente forzato, prosegue tirando in ballo il mito. Come Simonetta Vespucci è stata fonte di ispirazione per Botticelli, così Chiara Ferragni incarna un mito per milioni di follower

Questo, oggettivamente, è vero. L’account Instagram di Ferragni conta oltre 20 milioni di follower e non c’è dubbio che il rapporto che si instaura tra alcuni fan, quelli più accaniti, e gli influencer sia molto simile all’idolatria. Persone che comprano quello che Chiara Ferragni indossa e promuove, che vorrebbero fare quello che lei fa. In questo senso, quindi, non è scorretto affermare che oggi l’influencer cremonese è  una sorta di divinità contemporanea (altro passaggio del post fortemente criticato). Divinità in senso lato, ovviamente, di una religione tutta terrena che corre sui social e influenza lo stile di vita dei suoi membri, o follower che dir si voglia. 

Chiara Ferragni agli Uffizi, benvenuta a Firenze?

Per difendere l’influencer dalle critiche è intervenuto, tra gli altri, il sindaco di Firenze Dario Nardella. Chiara Ferragni per lui è la benvenuta a Firenze, soprattutto in un momento così difficile per le città d’arte. 

Di altro avviso molte altre persone. Sotto il post degli Uffizi, infatti, le critiche non mancano. Il servizio fotografico di Ferragni nel museo rappresenterebbe uno smacco per la cultura italiana, costretta a svendersi per tirare avanti. Un’influencer non sarebbe un  personaggio adeguato a un tempio dell’arte. Ma l’arte non era un patrimonio comune?

Chiara Ferragni agli Uffizi sì, Chiara Ferragni agli Uffizi no, dunque. Sembra una delle solite polemiche da leoni da tastiera, invece è un vero scontro tra civiltà. Da un lato la cultura del web, che porta tutto (anche l’arte) sui social network, dall’altro la cultura tradizionale che considera il museo come una sorta di Pantheon, per pochi eletti adeguatamente preparati. Tra le due sembra aver avuto la meglio la prima e il direttore degli Uffizi, il tedesco Eike Schmidt, può festeggiare la buona riuscita della sua operazione di marketing:Libreriamo parla di un boom di visite nell’ultimo weekend, con un +27% di under 25.  . Il servizio fotografico di Chiara Ferragni agli Uffizi, dopotutto, ha avuto il suo effetto positivo, quindi viene da chiedersi: perché no?

Il post della discordia

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Ieri ed oggi … I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli. L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del ‘400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea. Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice. Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social – Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo. 🌍ENG: Beauty standards change in the course of time. The female ideal of a blonde- haired woman with diaphanous skin is a very common beauty model in the Renaissance. Masterfully expressed by the Florentine Sandro Botticelli in The birth of Venus maybe portraying the face of one of his contemporary, Simonetta Vespucci. A beautiful noble woman, of Genoese origin, beloved by Giuliano de’ Medici, the younger brother of Lorenzo the Magnificent ; she was so worshiped by Sandro Botticelli that she became his muse. Nowadays, Chiara Ferragni, born in Cremona, embodies a role model for millions of followers – a sort of contemporary divinity in the era of social media – The myth and the story of Chiara Ferragni, argued by harsh critics and supported by faithful fans, is a real sociological phenomenon that involves millions of supporter worldwide and it can undoubtedly be considered a snap-shot of our time.

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S.B.