Che cos’è il catcalling? Una petizione chiede che sia reato

catcalling isn't cute. Stop catcalling

Che cos’è il catcalling?

Per sapere che cos’è il catcalling, bisogna intanto prendere un dizionario bilingue. Il termine inglese catcall significa “fischio” o, quando è utilizzato come verbo, “fischiare (qualcuno)”, solitamente in pubblico (Sansoni Inglese). In senso lato, dunque, anche “infastidire” (WordReference).

Da catcall, quindi, catcalling. Questa parola è recentemente comparsa anche in Italia (ma il Vocabolario Treccani online non l’ha ancora indicizzata) per indicare i numerosi apprezzamenti non richiesti (fischi, frasi inopportune, strombazzate di clacson) che le donne ricevono semplicemente camminando in strada.

Fischi e colpi di clacson, una legge può funzionare?

Su Change.org è nata una petizione dal nome “WannaBeSafe – Italia” che conta al momento circa 10mila firme e chiede al Parlamento italiano di rendere il catcalling un reato. Ma una legge sul catcalling funzionerebbe?

Fischi e colpi di clacson arrivano, nella stragrande maggioranza dei casi, da sconosciuti. Una ragazza sta tornando a casa e si sente fischiare da qualcuno, oppure un passante abbassa il finestrino della sua auto per rivolgerle parole indiscrete. Per identificare (e punire) questi episodi, la ragazza dovrebbe avere la possibilità e la prontezza di annotare la targa della macchina, o di memorizzare i volti dei disturbatori. E non è scontato che ci riesca, soprattutto se è buio e i responsabili si dileguano in fretta. Dal punto di vista pratico, dunque, una legge sul catcalling incontrerebbe varie difficoltà di applicazione, a meno che, fortuitamente, una pattuglia delle forze dell’ordine non si trovi sul posto. Questo, però non significa che sarebbe del tutto inutile.

Che cos’è il catcalling? Un problema di cultura

Una legge che riconosce come reato il catcalling sarebbe, pur con le suddette difficoltà pratiche, un segnale. Significherebbe riconoscere che non è normale apostrofare una donna come si farebbe con un cane o un gatto (cat), a fischi. Non è normale gridarle proposte indecenti dall’abitacolo di un’utilitaria. Qui però sorge un problema, perché invece, purtroppo, per qualcuno è normale.

Non serve andare molto indietro nel tempo per trovare una conferma di ciò. Alla fine di giugno, infatti, lo psichiatra Raffaele Morelli, incalzato dalla scrittrice Michela Murgia, ha rilasciato alcune dichiarazioni ulla femminilità che hanno suscitato aspre polemiche. Ad esempio, Morelli ha detto che “se una donna esce di casa e gli uomini non le mettono gli occhi addosso, deve preoccuparsi“. Se sei una donna e uno sconosciuto ti guarda insistentemente o ti fischia, dunque, va tutto bene.

Quello di Morelli non è un pensiero isolato. Non a caso, il grafico sottostante, condiviso sulla pagina Instagram di WannaBeSafe Italia, mostra come una percentuale molto alta di donne abbia avuto esperienza diretta di varie forme di catcalling. Da sinistra: sguardi insistenti, clacson, fischi, commenti sessisti, gesti volgari, commenti sessualmente espliciti, baci.

Alla luce di tutto questo, che cos’è il catcalling se non un problema di cultura? Una legge non potrebbe risolverlo alla radice, ma permetterebbe di riconoscerno per quello che è, un problema appunto, non un complimento.

S.B.

Clicca qui per visualizzare la petizione WannaBeSafe su Change.org

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