8 marzo 2020, donne oltre il soffitto di cristallo

8 marzo 2020

8 marzo 2020. Oggi è la Giornata internazionale della donna, una festa che, francamente, non mi piace molto. Non mi piace perché, in un mondo davvero civile con piena uguaglianza tra i generi, non sarebbe più necessaria. E invece eccola, ogni anno, a ricordare che la strada è ancora lunga. Che le donne sono uccise in quanto tali (66 femminicidi in Italia nel 2019 e già 15 nel 2020, secondo i dati dell’Associazione In Quanto Donna), molestate, licenziate, sottopagate. La femminilità diventa giustificazione per atti violenti, attenzioni indesiderate e discriminazioni sul lavoro. Oggi sono tutti femministi, ma domani calerà il sipario e le donne torneranno a scontrarsi con un invisibile soffitto di cristallo.

8 marzo 2020, esiste ancora un “soffitto di cristallo”?

In sociologia l’espressione “soffitto di cristallo” indica l’impossibilità per le donne di superare un ostacolo invisibile dovuto a fattori esterni. In altre parole, una donna fatica a raggiungere posizioni di vertice (alte cariche politiche o ruoli dirigenziali delle aziende) perché a un certo punto sbatte contro un muro invisibile. Ma quali sono i mattoni di questo muro? Sicuramente le difficoltà a conciliare il lavoro con la famiglia, che in Italia poggia molto sulle spalle della donna, e alcuni pregiudizi duri a morire. Tra questi l’idea che le donne trovino la felicità innanzitutto nella maternità e che le posizioni di responsabilità siano più adatte agli uomini. Tutto ciò ha mostrato segni di miglioramento nel corso degli anni, ma oggi, 8 marzo 2020, il soffitto di cristallo esiste ancora. In Europa, infatti, appena il 35% dei ruoli manageriali è ricoperto da una donna. In Italia questa percentuale crolla poco sopra al 20%.

Soffitto o porta di cristallo?

Un articolo del Sole 24 Ore dello scorso ottobre fissa al 21% del totale i ruoli di alta dirigenza affidati alle donne. Al primo livello di occupazione, tuttavia, il gap risultava quasi azzerato. Quindi uomini e donne cominciano insieme la carriera, ma già al primo avanzamento le donne scendono al 38%. Per questo il Sole 24 Ore parla di una “porta di cristallo” prima che di un soffitto, perché le donne incontrano ostacoli fin dall’inizio. A tutto ciò si aggiunge una diffusa disparità salariale: le manager donne in Europa guadagnano in media 77 centesimi per ogni euro dei colleghi maschi (fonte: Corriere della sera, 24 luglio 2018).

Si può rompere il soffitto di cristallo? L’esempio di Hermione Granger e Jo March

Diverse ma accomunate dall’amore per i libri: Hermione Granger e Jo March hanno rotto il loro soffitto di cristallo. Come Samantha Cristoforetti, Christine Lagarde e altre che, nonostante gli ostacoli, ce l’hanno fatta anche nella vita reale.

Hermione Granger, l’eroina uscita dalla penna di J.K.Rowling che innumerevoli volte salva il mago Harry Potter da una fine atroce, è un concentrato di femminilità moderna. Più intelligente che bella, nonostante il fascino di Emma Watson che l’ha interpretata nei film della saga, capovolge lo stereotipo della donne civettuola e pettegola. Devota ai libri e impegnata socialmente con il C.R.E.P.A. (comitato per la liberazione degli elfi domestici da lei fondato), Hermione crede innanzitutto nello studio e nelle capacità intellettive. Questo la rende diversa dalle sue compagne di dormitorio, appassionate di astrologia e gossip, e a volte insicura, ma capace di grandi cose: in Harry Potter and the cursed child è Ministro della Magia. Donna e Nata Babbana (figli di genitori non maghi, i Nati Babbani sono spesso discriminati), Hermione è una sorta di Barack Obama del mondo fantastico di Harry Potter.

Jo March, seconda delle quattro sorelle March di Louisa May Alcott, è la ribelle della famiglia. Rifiuta di comportarsi “da signorina”, non vuole sposarsi e i suoi vestiti sono sempre bruciati o strappati. Oggi tutto questo fa sorridere, ma nell’Ottocento (e non solo) una “ragazza-maschiaccio” non era molto apprezzata. Infatti, in Piccole Donne tutti aspettano che Jo cambi, che cresca e mitighi le sue stranezze. Perché di questo si tratta. Stranezze. Jo invece si mantiene fedele a se stessa e lavorando sodo diventa una scrittrice e apre una scuola. Per una ragazza vissuta ipoteticamente 160 anni fa, davvero niente male.

Festa delle donne, dopo l’8 marzo 2020

Al di là delle nostre eroine letterarie, alle donne servono misure concrete. Asili accessibili a tutti, ricalcolo dei congedi di maternità e paternità, il cui confronto (5 mesi contro 10 giorni) è ridicolo, ad esempio. Senza provvedimenti seri, e una più generale opera di educazione alla parità, l’Italia rischia di perdersi migliaia di Hermione di Granger.

S.B.