2 giugno 1946, l’Italia è una Repubblica…

2 giugno 1946 corriere della sera
Il nuovo corriere della sera, 6 giugno 1946

2 giugno 1946, bentornata democrazia

Il 2 giugno 1946, dopo vent’anni di dittatura fascista e cinque di guerra mondiale, il popolo italiano tornò a votare. Elezioni libere e democratiche, senza olio di ricino e percosse fuori dai seggi, e per la prima volta a suffragio universale maschile e femminile.

Il voto chiamava gli elettori a una duplice scelta: la formazione della Assemblea Costituente e la decisione sulla forma del nuovo Stato italiano, in bilico tra monarchia e Repubblica. Oltre 12 milioni di italiani scelsero la Repubblica e dal tricolore cadde lo stemma dei Savoia.

L’Italia è una Repubblica…

Con il referendum del 2 giugno 1946 l’Italia è diventata una Repubblica, ma di che tipo?

  • Democratica. Dal greco demos , cioè “popolo”, e -crazia “potere”, una Repubblica democratica è uno Stato che riconosce che il potere è esercitato dal popolo (nei limiti stabiliti dalla Costituzione). Non tutte le Repubbliche, però, sono o sono state democratiche. La Roma repubblicana, ad esempio, era una Repubblica oligarchica (dal greco oligoi “pochi” e arché “governo”). Questo significa che le magistrature repubblicane, seppur elettive, erano di fatto appannaggio di un numero molto ristretto di famiglie dette gentes. Gli “uomini nuovi”, ovvero coloro che riuscivano ad arrivare alla massima carica, il consolato, senza provenire da una gens erano rarissimi (un nome su tutti: Marco Tullio Cicerone).
  • Parlamentare. Il massimo organo decisionale di una Repubblica parlamentare è, come si deduce dal nome, il Parlamento. Quello italiano è composto da due Camere (Senato e Camera dei deputati) e ha la facoltà di togliere la fiducia al governo in carica. Non è così in altre Repubbliche, ad esempio negli Stati Uniti, dove il presidente può governare anche se il Congresso è in maggioranza a lui ostile.
  • Fondata sul lavoro. Lo dice il primo articolo della Costituzione italiana. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. In fase di stesura della Costituzione, il PCI (Partito Comunista Italiano) avrebbe voluto la dicitura di “Repubblica di lavoratori”, la DC (Democrazia Cristiana) si opponeva. Dal compromesso tra le due anime della Costituente è nata la formulazione attuale. Potenzialmente problematica in un momento di forte crisi come quello attuale, ma suggestiva.
  • Indivisibile. La Repubblica italiana non si può separare. Autonomie sì, secessioni no.
  • Pacifica. L’Italia ripudia la guerra (art.11 della Costituzione).

2 giugno 1946, tutti alle urne

La doppia votazione del 2 giugno 1946 ha registrato un’affluenza altissima, con percentuali bulgare, che si è mantenuta per i successivi 30 anni. Poi qualcosa non ha più funzionato e si è inserito un cuneo tra il popolo e la politica. Un senso di disincanto e di disaffezione ha allontanato una percentuale sempre crescente di elettori e non si è più dissipato tanto che ad oggi si può dire senza temere di sbagliare che l’assenteismo è il primo partito italiano.

S.B.